Quando Milo Ventimiglia si presenta, entra subito nel ruolo del duro.
Nel servizio pubblicato oggi su USA TODAY, la giovane star americana di origine siciliana sembra ansiosa di liberarsi del personaggio del buon Petrelli, che furoreggia nella serie televisiva “Heroes”, a favore di quello più virile di figlio del mitico Rocky Balboa.
Cappello di feltro calato su un occhio, barba di tre giorni a indurire la faccia da bambino, Milo Ventimiglia regala all’intervista un tocco di teatralità sfilandosi il cardigan nero per ostentare la stella tatuata che fa capolino da una t-shirt bianca molto attillata. Gli manca solo un mitra giocattolo.
In realtà il ventinovenne attore originario di Orange County è solo un ragazzo simpatico e affascinante che si diverte a “giocare a Hollywood”; infatti non riesce a nascondere l’eccitazione quando il suo agente gli consegna un poster gigante di “Rocky Balboa”, sesto episodio della saga del pugile italo-americano, che gli ha recentemente consentito il salto dal piccolo al grande schermo.
Quando si toglie il cappello, una massa di capelli scuri gli cala sugli occhi: “i miei capelli da fumetto”, li chiama. Per il ruolo di Rocky jr li ha invece lisciati all’indietro, secondo quello che lui stesso definisce “un brutto stile ‘Wall Street anni ‘90′”.
Ai suoi fan piace comunque, asserisce Masi Oka, coprotagonista in “Heroes”: “Milo anche calvo resterebbe bello”.Ma Ventimiglia disdegna una notorietà legata alla perfezione fisica, e anzi menziona subito la sua “bocca storta”, un difetto congenito dovuto a un nervo inattivo del labbro inferiore.
“E’ un difetto così attraente…” afferma invece Hayden Panettiere, altra stella della serie “Heroes”.
Anche Stallone, che di “Rocky Balboa” è regista oltre che interprete, durante il casting ha notato quel labbro così simile al suo: “Se Rocky e Adriana avessero avuto un figlio, sarebbe stato tale e quale a Milo”, ha affermato.
Fino a 22 anni, Milo ha vissuto ai limiti della trasgressione e anche ora talvolta fatica a tenere sotto controllo il proprio carattere: “Non mi piace subire l’autorità”, afferma. “Mi hanno insegnato che a volte quando combatti non ci sono regole”.
E’ possibile allora che quella del ribelle sia non una maschera, ma la vera faccia del giovane attore?
Non la pensano così i suoi colleghi sul set di “Heroes”, che lo dipingono come un ragazzo semplice, tutt’altro che viziato dallo show-business, sempre gentile e disponibile.
fonte: Italianpress